Il tolyamory è un tradimento che vive dentro la relazione e che si sceglie di tollerare, facendo finta di non vedere. Lo sai, in fondo, ma tieni gli occhi chiusi. La parola unisce «tollerare» e «poliamore» e descrive una dinamica più comune di quanto pensiamo. Ne ho parlato in un’intervista per Fanpage e qui voglio approfondirla.
Ne ho parlato con Fanpage
Il tema del tolyamory l’ho affrontato in un’intervista per Fanpage, dove ho spiegato perché così tante persone finiscono per tollerare un tradimento e chiudere gli occhi, a discapito della propria felicità. In questo articolo riprendo quei concetti e li approfondisco uno per uno.
Cos’è il tolyamory?
È quando, dentro una coppia, c’è un tradimento e tu decidi di non vederlo. Non lo ignori per davvero: lo sai. Solo che scegli il silenzio. Ti convinci che sia più sopportabile non guardare, piuttosto che affrontare quello che guardare comporterebbe.
In cosa il tolyamory è diverso dal poliamore?
Nel poliamore c’è un accordo: se ne parla, lo sanno entrambi, è una scelta condivisa. Nel tolyamory no. Uno sa e tace, e vive con una benda sugli occhi. Non c’è patto, c’è omissione. E quando dentro una relazione entra l’inganno, i problemi non si sommano: si elevano al cubo.
Perché accettiamo un tradimento?
Spesso ha a che fare con l’identità. Per tante persone la coppia non è qualcosa che hanno: è qualcosa che sono. Rompere la coppia significa rompere un pezzo di sé, e questo fa paura. C’è ancora chi pensa, magari senza dirlo, «meglio cornuta che divorziata».
Poi c’è l’immagine. Con i social ancora di più: online mostri solo la parte bella, la coppia che funziona, i sorrisi. E per tenere su quella facciata si finisce per ingoiare anche un tradimento.
«Lo faccio per i figli»: cosa percepiscono davvero i figli?
È la frase che sento più spesso. Ma i figli queste cose le percepiscono, eccome. Ho in terapia persone che mi parlano dei loro genitori e mi dicono che, forse, se si fossero separati sarebbe stato meglio per tutti. Restare «per loro» non li protegge come crediamo.
Cosa succede se si va avanti così?
Si può andare avanti anche tutta la vita: dipende da quanto si riesce a sopportare. Ma il conto, prima o poi, arriva. Gelosia, disagio, una sofferenza vissuta in silenzio dentro la relazione. E tutto questo va a discapito di una cosa che banale non è: la felicità.
Come se ne esce?
Il primo passo è smettere di chiudere gli occhi. Accettare il tradimento di un altro è difficile; ma tradire se stessi per accontentarlo è ancora più facile, e fa molto più male. Da lì, però, si può ripartire. E non è qualcosa che bisogna affrontare per forza da soli.
Se ti riconosci in questa situazione, parlarne con un professionista aiuta a vederci chiaro. Ricevo nel mio studio a Brescia, in Via della Lama 10, e online. Scrivimi per un primo appuntamento.
Domande frequenti sul tolyamory
Che cosa significa tolyamory?
È un tradimento che si sceglie di tollerare all’interno di una relazione, facendo finta di non vederlo. Il termine unisce «tollerare» e «poliamore».
Qual è la differenza tra tolyamory e poliamore?
Nel poliamore c’è un accordo condiviso e dichiarato. Nel tolyamory manca: una persona sa del tradimento e sceglie il silenzio.
Come capire se sto vivendo un tolyamory?
Se percepisci un tradimento ma eviti sistematicamente di affrontarlo, e giustifichi il silenzio con l’immagine, i figli o la paura di perdere la relazione, probabilmente sei dentro questa dinamica.
A chi posso rivolgermi?
A uno psicologo o un sessuologo: un percorso aiuta a riconoscere la dinamica e a decidere con lucidità cosa farne.
